Group: »Founder Posts: 7109 Location: Da un angolo dell'Universo chiamato...Italia XD
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Che cos'è?
Dragon's Chains (Catena di Dragon Ball) rappresenta una lega tra dei forum che hanno come tema Dragon Ball.
Qual è il suo scopo?
Lo scopo principale di questa lega è aiutarsi tra i forum partecipanti nei Contest, nelle Ricerche, negli Up e nella pubblicità.
Quanti forum possono partecipare e a quali condizioni?
Il numero massimo dei partecipanti della lega è 5 . Questo perchè non vogliamo fare un' affilazione ma bensì una cosa riservata. Tutti i forum partecipanti dovrenno mettere in evidenzia (La meglio cosa sarebbe in Bacheca) i forum che ne fanno parte con il rispettivo banner 88*31 che portano al forum.
Come si chiede aiuto? Nei forum alleati si chiede aiuto rispettivamente in questo topic precisando quale aiuto si chiede(Che come detto prima deve essere copiato in tutti forum partecipanti). Gli aiuti sono: 1° Aiuto: Up al Supporto o in altri forum 2° Aiuto: Ricerche se il forum sta calando 3° Aiuto: Voti nei contest
Tutti i forum partecipanti devono copiare questo topic come IMPORTANTE nella sezione della Affilazione. I banner dei forum della lega non devono essere tolti per nessun motivo e ogni foro deve rispettare le regole (AIUTA E SARAI AIUTATO sarà il nostro motto). Deve aggiornare la lista e fare pubblicità al servizio finchè il numero non arriverà a 5 (Numero massimo)
<b>Dragon's Chains </b>(<i>Catena di Dragon Ball</i>) rappresenta una <u>lega</u> tra dei forum che hanno come tema Dragon Ball.
[color=red]<u><b>Qual è il suo scopo?</b></u>[/color]
Lo scopo principale di questa lega è <b>aiutarsi tra i forum partecipanti</b> nei Contest, nelle Ricerche, negli Up e nella pubblicità.
[color=red]<u><b>Quanti forum possono partecipare e a quali condizioni?</b></u>[/color]
<b>Il numero massimo</b> dei partecipanti della lega è <b>5</b> . Questo perchè non vogliamo fare un' affilazione ma bensì una <i>cosa riservata</i>. [color=red]<u>Tutti i forum partecipanti dovrenno mettere in evidenzia (La meglio cosa sarebbe in Bacheca) i forum che ne fanno parte con il rispettivo banner 88*31 che portano al forum. </u>[/color] [color=red]<u><b>Come si chiede aiuto?</b></u>[/color] <b> Nei forum alleati si chiede aiuto rispettivamente in questo topic precisando quale aiuto si chiede(Che come detto prima deve essere copiato in tutti forum partecipanti).</b> Gli aiuti sono: 1° Aiuto: Up al Supporto o in altri forum 2° Aiuto: Ricerche se il forum sta calando 3° Aiuto: Voti nei contest
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<u>Tutti i forum partecipanti devono copiare questo topic come IMPORTANTE nella sezione della Affilazione.</u> <b>I banner dei forum della lega non devono essere tolti per nessun motivo e ogni foro deve rispettare le regole (AIUTA E SARAI AIUTATO sarà il nostro motto). Deve aggiornare la lista e fare pubblicità al servizio finchè il numero non arriverà a 5 (Numero massimo) </b>
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<p align="center">[size=14][URL=http://dbalfemminile.forumfree.net/?t=30141513]<u><b>AIUTA E SARAI AIUTATO</b></u>[/URL][/size] <sup><b>Lega riservata ai forum di Dragon Ball</b></sup> </p> <i>Altre informazioni [URL=http://dbalfemminile.forumfree.net/?t=30141513]qui[/URL]</i>
Se siete interessati rispondete a questo topic.
My personal sun <3
Eclipse Il cervello si scollegò dal corpo e mi ritrovai a baciare Jake. Contro ogni logica, le mie labbra si muovevano assieme alle sue in una maniera strana e incomprensibile, mai sperimentata prima – perché con Jacob non dovevo stare attenta, e di certo lui non doveva esserlo con me. Strinsi le dita tra i suoi capelli, ma stavolta per avvicinarlo a me. Era ovunque. Il sole abbagliante inondò di rosso i miei occhi ed era il colore giusto, con tutto quel caldo. Il caldo era ovunque. Non vedevo, non sentivo, non provavo nient'altro che non fosse Jacob. L'unico frammento di cervello che manteneva un po' di lucidità mi urlava domande. Perché non la smettevo? E, peggio ancora, perché non trovavo in me stessa nemmeno il desiderio di smettere? Non volevo che si fermasse: perché? Perché le mie mani gli stringevano le spalle ed erano felici di sentirle larghe e forti? Di sentire anche le sue mani sul mio corpo, e di desiderare che stringessero ancora di più? Domande stupide, perché la risposta era chiara: avevo mentito a me stessa. Aveva ragione Jacob. L'aveva sempre avuta. Era più di un semplice amico. Ecco perché non riuscivo a dirgli addio: ero innamorata di lui. Sì. Lo amavo, più di quanto avrei dovuto, e tuttavia non abbastanza. Ero innamorata di lui, ma ciò non bastava a cambiare nulla; era soltanto sufficiente a ferirci entrambi. A ferirlo, peggio di quanto avessi mai fatto. E, più di tutto, una cosa avevo a cuore: la sua sofferenza. Io meritavo ampliamente di patire ogni conseguenza della situazione. Speravo di stare male. Speravo di soffrire davvero. In quel momento era come se fossimo un'unica persona. Il suo tormento era sempre stato e sarebbe sempre stato anche mio ma, ora, la sua gioia era la mia. Anch'io ne provavo, eppure nella sua felicità coglievo un velo di sofferenza. Era quasi tangibile e mi bruciava sulla pelle come acido, in una lenta tortura. Per un secondo breve ma infinito, vidi una stanza diversa srotolarsi al di là delle palpebre che sigillavano i miei occhi inondati di lacrime. Come se guardassi attraverso il filtro dei pensieri di Jacob, capii, con esattezza a cosa avrei rinunciato, cos'avrei perso malgrado la mia nuova consapevolezza di me stessa. Vedevo Charlie e Renée confusi in uno strano collage insieme a Billy, Sam a La Push. Vedevo gli anni passare, e il loro passaggio significava qualcosa, mi cambiava. Mi vedevo assistita e protetta, nel bisogno, dall'enorme lupo rossiccio e marrone che amavo. Per un minuscolo frammento di quel secondo vidi le teste ciondolanti di due bambinetti con i capelli neri che giocavano a rincorresi nella foresta tanto familiare. Quando sparirono, portarono con sé il resto della visione. Poi, distintamente, sentii aprirsi una crepa nel mio cuore, mentre un suo minuscolo frammento si staccava da tutto il resto. Le labbra di Jacob si fermarono prima delle mie. Aprii gli occhi e lo trovai che mi fissava meravigliato e festoso. «Devo andare», sussurrò. «No». Sorrise, lieto della mia risposta. «Torno presto», promise. «Prima, però, una cosa...» Riprese a baciarmi e non c'era più ragione di resistere. Perché mai? Stavolta era diverso. Sentivo le sue mani lievi sul mio volto, le labbra calde e delicate, sorprendentemente timide. Fu breve, e tanto, tanto dolce. Mi avvolse tra le sue braccia e mi cullò stretta mentre mi sussurrava all'orecchio. «Questo doveva essere il nostro primo bacio. Meglio tardi che mai.» Contro il suo petto, dove non poteva vedere, le mie lacrime si addensarono e scesero.
Vedere il Mondo in un granello di sabbia, E un Cielo in un fiore di campo, Tenere l'Infinito nel palmo della mano, E l'Eternità in un'ora.William Blake
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Benissimo il primo iscritto! Allora per prima cosa copia questo regolamento nella sezioni affilati e poi agginungi il nostro bannerino nello spazio dedicato al Dragon's Chains proprio come abbiamo fattto noi cn il vostro!
My personal sun <3
Eclipse Il cervello si scollegò dal corpo e mi ritrovai a baciare Jake. Contro ogni logica, le mie labbra si muovevano assieme alle sue in una maniera strana e incomprensibile, mai sperimentata prima – perché con Jacob non dovevo stare attenta, e di certo lui non doveva esserlo con me. Strinsi le dita tra i suoi capelli, ma stavolta per avvicinarlo a me. Era ovunque. Il sole abbagliante inondò di rosso i miei occhi ed era il colore giusto, con tutto quel caldo. Il caldo era ovunque. Non vedevo, non sentivo, non provavo nient'altro che non fosse Jacob. L'unico frammento di cervello che manteneva un po' di lucidità mi urlava domande. Perché non la smettevo? E, peggio ancora, perché non trovavo in me stessa nemmeno il desiderio di smettere? Non volevo che si fermasse: perché? Perché le mie mani gli stringevano le spalle ed erano felici di sentirle larghe e forti? Di sentire anche le sue mani sul mio corpo, e di desiderare che stringessero ancora di più? Domande stupide, perché la risposta era chiara: avevo mentito a me stessa. Aveva ragione Jacob. L'aveva sempre avuta. Era più di un semplice amico. Ecco perché non riuscivo a dirgli addio: ero innamorata di lui. Sì. Lo amavo, più di quanto avrei dovuto, e tuttavia non abbastanza. Ero innamorata di lui, ma ciò non bastava a cambiare nulla; era soltanto sufficiente a ferirci entrambi. A ferirlo, peggio di quanto avessi mai fatto. E, più di tutto, una cosa avevo a cuore: la sua sofferenza. Io meritavo ampliamente di patire ogni conseguenza della situazione. Speravo di stare male. Speravo di soffrire davvero. In quel momento era come se fossimo un'unica persona. Il suo tormento era sempre stato e sarebbe sempre stato anche mio ma, ora, la sua gioia era la mia. Anch'io ne provavo, eppure nella sua felicità coglievo un velo di sofferenza. Era quasi tangibile e mi bruciava sulla pelle come acido, in una lenta tortura. Per un secondo breve ma infinito, vidi una stanza diversa srotolarsi al di là delle palpebre che sigillavano i miei occhi inondati di lacrime. Come se guardassi attraverso il filtro dei pensieri di Jacob, capii, con esattezza a cosa avrei rinunciato, cos'avrei perso malgrado la mia nuova consapevolezza di me stessa. Vedevo Charlie e Renée confusi in uno strano collage insieme a Billy, Sam a La Push. Vedevo gli anni passare, e il loro passaggio significava qualcosa, mi cambiava. Mi vedevo assistita e protetta, nel bisogno, dall'enorme lupo rossiccio e marrone che amavo. Per un minuscolo frammento di quel secondo vidi le teste ciondolanti di due bambinetti con i capelli neri che giocavano a rincorresi nella foresta tanto familiare. Quando sparirono, portarono con sé il resto della visione. Poi, distintamente, sentii aprirsi una crepa nel mio cuore, mentre un suo minuscolo frammento si staccava da tutto il resto. Le labbra di Jacob si fermarono prima delle mie. Aprii gli occhi e lo trovai che mi fissava meravigliato e festoso. «Devo andare», sussurrò. «No». Sorrise, lieto della mia risposta. «Torno presto», promise. «Prima, però, una cosa...» Riprese a baciarmi e non c'era più ragione di resistere. Perché mai? Stavolta era diverso. Sentivo le sue mani lievi sul mio volto, le labbra calde e delicate, sorprendentemente timide. Fu breve, e tanto, tanto dolce. Mi avvolse tra le sue braccia e mi cullò stretta mentre mi sussurrava all'orecchio. «Questo doveva essere il nostro primo bacio. Meglio tardi che mai.» Contro il suo petto, dove non poteva vedere, le mie lacrime si addensarono e scesero.
Vedere il Mondo in un granello di sabbia, E un Cielo in un fiore di campo, Tenere l'Infinito nel palmo della mano, E l'Eternità in un'ora.William Blake
Mi piace cm idea! è geniale! Non fa niente se il forum è un bassetto in top ed è stato fatto da poco?? perkè vorrei iscrivermi! Fatemi sapere! Ragazzedb
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Tutti e due forum sono accettati nella lega.. Siete pregati di aggiungere il banner di questo forum e di Dragon Ball Fan come sono stati predisposti in questo forum!
Basta postare i banner che vorreste nella nostra bacheca!
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Eclipse Il cervello si scollegò dal corpo e mi ritrovai a baciare Jake. Contro ogni logica, le mie labbra si muovevano assieme alle sue in una maniera strana e incomprensibile, mai sperimentata prima – perché con Jacob non dovevo stare attenta, e di certo lui non doveva esserlo con me. Strinsi le dita tra i suoi capelli, ma stavolta per avvicinarlo a me. Era ovunque. Il sole abbagliante inondò di rosso i miei occhi ed era il colore giusto, con tutto quel caldo. Il caldo era ovunque. Non vedevo, non sentivo, non provavo nient'altro che non fosse Jacob. L'unico frammento di cervello che manteneva un po' di lucidità mi urlava domande. Perché non la smettevo? E, peggio ancora, perché non trovavo in me stessa nemmeno il desiderio di smettere? Non volevo che si fermasse: perché? Perché le mie mani gli stringevano le spalle ed erano felici di sentirle larghe e forti? Di sentire anche le sue mani sul mio corpo, e di desiderare che stringessero ancora di più? Domande stupide, perché la risposta era chiara: avevo mentito a me stessa. Aveva ragione Jacob. L'aveva sempre avuta. Era più di un semplice amico. Ecco perché non riuscivo a dirgli addio: ero innamorata di lui. Sì. Lo amavo, più di quanto avrei dovuto, e tuttavia non abbastanza. Ero innamorata di lui, ma ciò non bastava a cambiare nulla; era soltanto sufficiente a ferirci entrambi. A ferirlo, peggio di quanto avessi mai fatto. E, più di tutto, una cosa avevo a cuore: la sua sofferenza. Io meritavo ampliamente di patire ogni conseguenza della situazione. Speravo di stare male. Speravo di soffrire davvero. In quel momento era come se fossimo un'unica persona. Il suo tormento era sempre stato e sarebbe sempre stato anche mio ma, ora, la sua gioia era la mia. Anch'io ne provavo, eppure nella sua felicità coglievo un velo di sofferenza. Era quasi tangibile e mi bruciava sulla pelle come acido, in una lenta tortura. Per un secondo breve ma infinito, vidi una stanza diversa srotolarsi al di là delle palpebre che sigillavano i miei occhi inondati di lacrime. Come se guardassi attraverso il filtro dei pensieri di Jacob, capii, con esattezza a cosa avrei rinunciato, cos'avrei perso malgrado la mia nuova consapevolezza di me stessa. Vedevo Charlie e Renée confusi in uno strano collage insieme a Billy, Sam a La Push. Vedevo gli anni passare, e il loro passaggio significava qualcosa, mi cambiava. Mi vedevo assistita e protetta, nel bisogno, dall'enorme lupo rossiccio e marrone che amavo. Per un minuscolo frammento di quel secondo vidi le teste ciondolanti di due bambinetti con i capelli neri che giocavano a rincorresi nella foresta tanto familiare. Quando sparirono, portarono con sé il resto della visione. Poi, distintamente, sentii aprirsi una crepa nel mio cuore, mentre un suo minuscolo frammento si staccava da tutto il resto. Le labbra di Jacob si fermarono prima delle mie. Aprii gli occhi e lo trovai che mi fissava meravigliato e festoso. «Devo andare», sussurrò. «No». Sorrise, lieto della mia risposta. «Torno presto», promise. «Prima, però, una cosa...» Riprese a baciarmi e non c'era più ragione di resistere. Perché mai? Stavolta era diverso. Sentivo le sue mani lievi sul mio volto, le labbra calde e delicate, sorprendentemente timide. Fu breve, e tanto, tanto dolce. Mi avvolse tra le sue braccia e mi cullò stretta mentre mi sussurrava all'orecchio. «Questo doveva essere il nostro primo bacio. Meglio tardi che mai.» Contro il suo petto, dove non poteva vedere, le mie lacrime si addensarono e scesero.
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Si si ma il codice deve essere quello che inizia per:
CODICE
<a href eccetera XD
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