Group: Member Posts: 570 Location: ..::dal pianeta terra::....::sayan discendente di goku::..
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a me è piaciuto goku..e la sua forza straordinaria e soprattuto un cartone ke si distingue da tt gli altri!!!! e ke ankora adesso piace a tt le generazioni! GRANDI E PICCINI..4e db
Mi ha attirata dragonball perchè mi piaceva come cartone...riguardo dbz mi è piaciuto subito perchè ho visto goku...da piccolina mi piaceva da impazzire proprio come te francy...^^...mentre ora preferisco kakashi...^^'''''
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CITAZIONE (videl the best @ 11/6/2007, 21:47)
io l'ho iniziato a guardare grazie a mio fratello. inizialmente,nn mi piaceva tantissima,ma allo z ci ho preso talmente tanto gusto che nn riuscivo a scollarmi dalla tv!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
quoto tutto XD
It's breathtaking to think of you And to learn that sometimes the only way out is through It's mindnumbing to think of yesterday, I'd run to you now if I could but things have changed
I heard you say, it's enlightening To think of the breeze To believe in things that we can't see
so here we go, let's show them how to live Accept the pain Always forgive Watch the sun go down Learn the sound of following all that is complete
It's breathtaking to think of you And to learn without faith the sky isn't as blue. It's mindnumbing to think of yesterday We'll look toward the stars and dream that we're airplanes
Let's show them how to live Accept the pain. Always forgive Watch the sun go down Learn the sound of following. All that's complete.
Avete tutti ragione io l'ho cominciato a vedere da bambina la prima volta che hanno cominciato a trasmetterlo e mi è piaciuto da subito e ogni anno ke passa mi piace sempre di +!!!!!!
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Ti devi presentare pe rpartecipare alle discussioni!^^
My personal sun <3
Eclipse Il cervello si scollegò dal corpo e mi ritrovai a baciare Jake. Contro ogni logica, le mie labbra si muovevano assieme alle sue in una maniera strana e incomprensibile, mai sperimentata prima – perché con Jacob non dovevo stare attenta, e di certo lui non doveva esserlo con me. Strinsi le dita tra i suoi capelli, ma stavolta per avvicinarlo a me. Era ovunque. Il sole abbagliante inondò di rosso i miei occhi ed era il colore giusto, con tutto quel caldo. Il caldo era ovunque. Non vedevo, non sentivo, non provavo nient'altro che non fosse Jacob. L'unico frammento di cervello che manteneva un po' di lucidità mi urlava domande. Perché non la smettevo? E, peggio ancora, perché non trovavo in me stessa nemmeno il desiderio di smettere? Non volevo che si fermasse: perché? Perché le mie mani gli stringevano le spalle ed erano felici di sentirle larghe e forti? Di sentire anche le sue mani sul mio corpo, e di desiderare che stringessero ancora di più? Domande stupide, perché la risposta era chiara: avevo mentito a me stessa. Aveva ragione Jacob. L'aveva sempre avuta. Era più di un semplice amico. Ecco perché non riuscivo a dirgli addio: ero innamorata di lui. Sì. Lo amavo, più di quanto avrei dovuto, e tuttavia non abbastanza. Ero innamorata di lui, ma ciò non bastava a cambiare nulla; era soltanto sufficiente a ferirci entrambi. A ferirlo, peggio di quanto avessi mai fatto. E, più di tutto, una cosa avevo a cuore: la sua sofferenza. Io meritavo ampliamente di patire ogni conseguenza della situazione. Speravo di stare male. Speravo di soffrire davvero. In quel momento era come se fossimo un'unica persona. Il suo tormento era sempre stato e sarebbe sempre stato anche mio ma, ora, la sua gioia era la mia. Anch'io ne provavo, eppure nella sua felicità coglievo un velo di sofferenza. Era quasi tangibile e mi bruciava sulla pelle come acido, in una lenta tortura. Per un secondo breve ma infinito, vidi una stanza diversa srotolarsi al di là delle palpebre che sigillavano i miei occhi inondati di lacrime. Come se guardassi attraverso il filtro dei pensieri di Jacob, capii, con esattezza a cosa avrei rinunciato, cos'avrei perso malgrado la mia nuova consapevolezza di me stessa. Vedevo Charlie e Renée confusi in uno strano collage insieme a Billy, Sam a La Push. Vedevo gli anni passare, e il loro passaggio significava qualcosa, mi cambiava. Mi vedevo assistita e protetta, nel bisogno, dall'enorme lupo rossiccio e marrone che amavo. Per un minuscolo frammento di quel secondo vidi le teste ciondolanti di due bambinetti con i capelli neri che giocavano a rincorresi nella foresta tanto familiare. Quando sparirono, portarono con sé il resto della visione. Poi, distintamente, sentii aprirsi una crepa nel mio cuore, mentre un suo minuscolo frammento si staccava da tutto il resto. Le labbra di Jacob si fermarono prima delle mie. Aprii gli occhi e lo trovai che mi fissava meravigliato e festoso. «Devo andare», sussurrò. «No». Sorrise, lieto della mia risposta. «Torno presto», promise. «Prima, però, una cosa...» Riprese a baciarmi e non c'era più ragione di resistere. Perché mai? Stavolta era diverso. Sentivo le sue mani lievi sul mio volto, le labbra calde e delicate, sorprendentemente timide. Fu breve, e tanto, tanto dolce. Mi avvolse tra le sue braccia e mi cullò stretta mentre mi sussurrava all'orecchio. «Questo doveva essere il nostro primo bacio. Meglio tardi che mai.» Contro il suo petto, dove non poteva vedere, le mie lacrime si addensarono e scesero.
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Oddio....VI DOVETE PRESENTARE!!!!!!!
My personal sun <3
Eclipse Il cervello si scollegò dal corpo e mi ritrovai a baciare Jake. Contro ogni logica, le mie labbra si muovevano assieme alle sue in una maniera strana e incomprensibile, mai sperimentata prima – perché con Jacob non dovevo stare attenta, e di certo lui non doveva esserlo con me. Strinsi le dita tra i suoi capelli, ma stavolta per avvicinarlo a me. Era ovunque. Il sole abbagliante inondò di rosso i miei occhi ed era il colore giusto, con tutto quel caldo. Il caldo era ovunque. Non vedevo, non sentivo, non provavo nient'altro che non fosse Jacob. L'unico frammento di cervello che manteneva un po' di lucidità mi urlava domande. Perché non la smettevo? E, peggio ancora, perché non trovavo in me stessa nemmeno il desiderio di smettere? Non volevo che si fermasse: perché? Perché le mie mani gli stringevano le spalle ed erano felici di sentirle larghe e forti? Di sentire anche le sue mani sul mio corpo, e di desiderare che stringessero ancora di più? Domande stupide, perché la risposta era chiara: avevo mentito a me stessa. Aveva ragione Jacob. L'aveva sempre avuta. Era più di un semplice amico. Ecco perché non riuscivo a dirgli addio: ero innamorata di lui. Sì. Lo amavo, più di quanto avrei dovuto, e tuttavia non abbastanza. Ero innamorata di lui, ma ciò non bastava a cambiare nulla; era soltanto sufficiente a ferirci entrambi. A ferirlo, peggio di quanto avessi mai fatto. E, più di tutto, una cosa avevo a cuore: la sua sofferenza. Io meritavo ampliamente di patire ogni conseguenza della situazione. Speravo di stare male. Speravo di soffrire davvero. In quel momento era come se fossimo un'unica persona. Il suo tormento era sempre stato e sarebbe sempre stato anche mio ma, ora, la sua gioia era la mia. Anch'io ne provavo, eppure nella sua felicità coglievo un velo di sofferenza. Era quasi tangibile e mi bruciava sulla pelle come acido, in una lenta tortura. Per un secondo breve ma infinito, vidi una stanza diversa srotolarsi al di là delle palpebre che sigillavano i miei occhi inondati di lacrime. Come se guardassi attraverso il filtro dei pensieri di Jacob, capii, con esattezza a cosa avrei rinunciato, cos'avrei perso malgrado la mia nuova consapevolezza di me stessa. Vedevo Charlie e Renée confusi in uno strano collage insieme a Billy, Sam a La Push. Vedevo gli anni passare, e il loro passaggio significava qualcosa, mi cambiava. Mi vedevo assistita e protetta, nel bisogno, dall'enorme lupo rossiccio e marrone che amavo. Per un minuscolo frammento di quel secondo vidi le teste ciondolanti di due bambinetti con i capelli neri che giocavano a rincorresi nella foresta tanto familiare. Quando sparirono, portarono con sé il resto della visione. Poi, distintamente, sentii aprirsi una crepa nel mio cuore, mentre un suo minuscolo frammento si staccava da tutto il resto. Le labbra di Jacob si fermarono prima delle mie. Aprii gli occhi e lo trovai che mi fissava meravigliato e festoso. «Devo andare», sussurrò. «No». Sorrise, lieto della mia risposta. «Torno presto», promise. «Prima, però, una cosa...» Riprese a baciarmi e non c'era più ragione di resistere. Perché mai? Stavolta era diverso. Sentivo le sue mani lievi sul mio volto, le labbra calde e delicate, sorprendentemente timide. Fu breve, e tanto, tanto dolce. Mi avvolse tra le sue braccia e mi cullò stretta mentre mi sussurrava all'orecchio. «Questo doveva essere il nostro primo bacio. Meglio tardi che mai.» Contro il suo petto, dove non poteva vedere, le mie lacrime si addensarono e scesero.
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la semplicità e la particolarità di Goku... volevo scoprire + cose su questo bambino dalla coda pelosa! Ed era logico che finissi anche allo Z!
regalino di complex da Naka <3 (with my fan art xD):
BANNER dei forum da me amati e frequentati *_*: La sola e sfegatatatissima fan della primissima serie delle Pretty Cure! 1° serie REGNA! *powaa*
Canti Giessini (<3):
...Let the love of our lands secret rights to the love of our peaple succed let the friendship and honour unite and flourish on both sides the Tweed...
Como eu nao sei rezar, sò queria mostrar meu olhar, meu olhar, meu olhar.
He told me to believe I said "what should I believe in?" He said "Keep on believin' in me!"
Mi disse di credere. Chiesi, "In cosa devo credere?" e lui rispose "Continua a credere in me"